#1 Il Coaching Nutrizionale

Scritto il 18/08/2020
da Valentina Porcedda

Ciao!!Benvenuta in questa sezione dell'applicazione Coach in tasca .

 

Sono Valentina Porcedda , ed oltre ad essere un Diamante Black Snep , sono anche una Coach Professionista .

Questa sezione di Coach in Tasca vuole essere  il mio AIUTO CONCRETO E GRATUITO  PER TE . 

Affronteremo il tema della perdita di peso da un punto di vista differente : 

Divenire consapevoli delle proprie emozioni e imparare a gestirle in particolare in relazione alla sfera dell’alimentazione.

Questo porterà in te una nuova rigenerazione del tuo benessere !! 




Praticare Mindful eating è una buona abitudine pper riappropriarsi di un sano e appagante rapporto con il cibo, con se stessi e con gli altri.

Non perderti ogni giorno questa nuova rubrica che ti accompagnerà passo dopo passo al miglioramento del tuo comportamento alimentare.

Attraverso precise tecniche di coaching nutrizionale, riprenderemo il controllo delle nostre scelte alimentari per godere a pieno dell’esperienza del mangiare nel momento presente attraverso i nostri 5 sensi.

Allenando la consapevolezza potremo finalmente guidare i nostri schemi alimentari verso la vera esperienza del mangiare con soddisfazione, presenza, accettazione di noi stessi e sana autoregolazione.

La Mindful eating e il coaching nutrizionale applicati ogni giorno saranno in grado trasformare finalmente il nostro rapporto con il cibo in maniera stabile e definitiva.

E liberare a pieno la potenza delle nostra mente e del nostro corpo, sincronizzandoli perfettamente!!! 

 



Tramite questo percorso guidato a puntate , scopriremo : 

: • che cos’è la Mindful eating e applicarla

• approfondire tecniche di coaching nutrizionale

• Aumentare la capacità di osservare il proprio rapporto con il cibo e modificarne efficacemente i comportamenti errati. 

 

Prima di cominciare..

Devi ricordati una cosa : il tutto è semplicemente una questione di abitudini! 

Hai mai pensato  al fatto che la maggior parte della nostra vita è scandita dal ritmo delle abitudini?

Le azioni che svolgiamo al risveglio, gli atteggiamenti sul lavoro, i rituali dei pasti, le sequenze alla guida: quasi tutto quello che facciamo non discende da decisioni consapevoli, ma è frutto di automatismi, di routine.

Come si formano le abitudini?

Come possiamo cambiarle, se ci sentiamo prigionieri della ripetitività fine a sé stessa, che influenza le nostre emozioni e il nostro stato d’animo e inquina la mente?

Tutte le abitudini, in ogni ambito della nostra vita personale, professionale e sportiva, prendono forma grazie alla ripetizione.

È un «processo circolare», che parte con un segnale che induce il nostro cervello ad entrare nella “modalità automatica”; poi c’è la routine vera a propria, che può essere fisica, emotiva o mentale; infine c’è la gratificazione per aver compiuto quel gesto (pensiamo alla sigaretta, per chi fuma, o al caffè o al dolcetto dopo pranzo, veri e propri riti scatenati dal bisogno), che consolida l’automatismo e lo fa diventare abitudine.



Il fatto è che le abitudini, buone o cattive che siano, creano delle connessioni permanenti e restano codificate a vita nella struttura del cervello.

È come imparare ad andare in bicicletta: una volta appreso il trucco per restare in equilibrio su due ruote, non lo si dimentica mai più, anche se smettiamo di andarci per anni.

Tutto ciò è positivo, se l’abitudine è positiva, perché fa risparmiare energia nervosa (pensa a cosa accadrebbe nella nostra mente se ogni volta dovessimo concentrarci razionalmente su come si guida l’auto), ma può essere autodistruttivo, se l’abitudine è negativa.

Mi riferisco, per esempio, all’abitudine di bere un superalcolico dopo cena, di buttarsi sul divano al posto di uscire a fare due passi o a praticare attività sportiva, di lamentarsi dei problemi al posto di pensare a come risolverli, e così via.

Per scardinare una cattiva abitudine, il metodo più potente è quello di sostituirla con una buona abitudine, tenendo duro finché questo processo non si consolida nel cervello (e in media servono almeno 30 giorni di impegno costante e rigoroso). Man mano che la nuova abitudine diventa sempre più automatica, l’istinto di attivare la vecchia si attenua fino a scomparire del tutto.

Il famoso psicologo William James scrisse che la più grande scoperta della sua generazione fu quella di aver capito che le persone potevano cambiare se stesse cambiando abitudini mentali. William James, noto per le sue impareggiabili intuizioni nel campo della psicologia, non poteva sapere che il nostro cervello è composto da milioni (miliardi) di cellule interconnesse tra loro. All’epoca erano ancora incerti se il cervello fosse o meno una massa unica.

Il fatto è che le connessioni neurali si stabiliscono proprio in base alle abitudini che abbiano. Se una persona ha dei genitori depressi potrebbe apprendere a pensare negativamente alle cose, ripescare continuamente ricordi negativi dal passato e vivere in uno stato frequente di demotivazione.

Una bambina allevata da genitori ansiosi potrebbe apprendere che ogni situazione può nascondere un pericolo, sentirsi angosciata per inezie oppure bloccata dal timore di sbagliare. Chi soffre di claustrofobia spesso ha avuto esperienze in cui si è sentito chiuso, senza speranze o possibilità di scelta. Anche in ambito relazionale. Le nostre esperienze condizionano il nostro modo di pensare, e questo condiziona le nostre connessioni neurali. Questo implica alcune cose importanti da conoscere.

1. E’ possibile modificare il nostro assetto mentale col tempo. Una volta che un comportamento viene appreso cambiarlo significa apprenderne uno nuovo

2. Quando una persona ha costruito un assetto mentale specifico quello diventa la sua realtà

3. Un assetto mentale consolidato nel tempo è ciò che chiamiamo “spontaneità”. Ci viene spontaneo fare ciò che facciamo più spesso

4. Più un assetto mentale è consolidato nel tempo e più quella persona avrà bisogno di aiuto per modificarlo. Come fare, però, per modificare il proprio modo di essere cambiando abitudini mentali? Ecco alcuni consigli. 



1. Immagina esattamente chi vorresti essere. Vediti, osservati, guardati, sogna ad occhi aperti. Fa tutto ciò che è necessario per costruire un immagine mentale del “te stesso futuro”.

2. Quali sono le cose che pensa quella persona? Quali sono le sue abitudini? Se il te stesso futuro pensa esattamente le stesse cose che pensi adesso ed ha esattamente le stesse abitudini, può significare soltanto due cose: o ti piaci così come sei o non hai costruito nessuna immagine di un te stesso futuro, forse dovresti prendere più sul serio l’idea del cambiamento!

3. Scrivi su un foglio due o tre abitudini mentali e comportamentali che fa quel te stesso futuro. Per esempio sorride alle persone, fa molte domande sugli altri, si incuriosisce di fronte alle novità. Cose del genere.

4. Adesso inizia a praticare una per una quelle abitudini. Puoi trovarti di fronte a qualcosa di nuovo e fare domande su come funziona esattamente; quando sei in compagnia degli altri anziché parlare di te stesso fa domande sulle vite altrui; Sorridi più spesso a chi incontri, compresi gli sconosciuti.

5. Nel tempo, questi piccoli cambiamenti, saranno più facili. Modificheranno le tue esperienze. E’ ben diverso parlare di sé stessi con qualcuno o chiedergli della sua vita. Ogni piccola abitudine costruirà una serie di esperienze differenti che ti faranno provare sensazioni diverse e questo modificherà te stesso!  



Inizia ora il tuo cambiamento. 

Iniziamo dalle piccole cose e questa sicuramente può essere una piccola cosa che però può portare grandi cambiamenti nella tua vita.

Per avere una sessione di coaching di prova gratuita con me , finalizzata al ripristino  del tuo benessere e alla realizzazione dei tuoi obiettivi scrivimi su whatapp!! 

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