COME RIMUOVERE I BLOCCHI CHE CI IMPEDISCONO DI IMPARARE

Scritto il 10/12/2019
da Valentina Porcedda


"Non sono portato a studiare

Non sono capace di memorizzare  contenuti...

Quella materia non fa per me... 

 

Quando a volte, nell'esperienza scolastica e di vita , ci troviamo di fronte a piccole difficoltà  e iniziamo a fare degli errori,  con il tempo, questa esperienza negativa potrebbe tradursi in una convinzione più seria .

 

Per esempio, potremo convincerci , solo per aver commesso degli errori di fila , che uno strumento musicale non faccia per noi, una disciplina non sia comprensibile per noi , una materia non sia  alla nostra " portata" ...

Questa è una trappola della nostra mente , che  ci fa dimenticare, che sbagliare, generalmente , fa proprio parte del processo di apprendimento. 

Che io ricordi, non ho mai conosciuto nessuno nella mia vita che non abbia sbagliato prima di fare perfettamente qualcosa.

Se penso a qualunque atleta ,  chi fa salto in alto ad esempio...

quante volte farà cadere l'asticella prima di saltare perfettamente?

ogni volta che la sposta un pochino più in alto, avrà un attimo di non assoluta perfezione ? 

Chi lo sa.  solo lui .

Escudo certamente che  gli riesca al primo colpo, SEMPRE . 

Potrebbe accadere anche per carità,

ma nelle probabilità inserirei seriamenente l'errore. 

Sbaglierà, avrà sbagliato, certamente , anche lui... :) 

Sarà capitato anche a te di abbandonare un corso di inglese perche

" le lingue straniere non mi entrano in testa " 

oppure non riuscire a tenere un discorso in pubblico perchè

" non sono capace ad essere sintetico"

e risultare molto meno competente di quanto sei? 

Oppure semplicemente non riuscire a  "stare dietro" a tutti gli aggiornamenti o gli approfondimenti che sarebbero necessari per  portare al top le tue performance lavorative , professionali o di qualunque altro genere. 

Questa genere di CONVINZIONE di non ESSERE PORTATO A , crea una sorta di INCAPACITA'  APPRESA EMPIRICAMENTE e si associa tale  incapacità al proprio modo " di essere " spesso ricorrendo alla famosa frase fatta MADRE di ogni convinzione  ...il famosissimo  

SONO FATTO COSI. 

Martin E. P. Seligman,  padre fondatore della psicologia positiva , 

ci insegna la regola delle tre P .

Analizzando e ragionando sulle tre P potremo trovare la chiave per risolvere e    neutralizzare queste credenze depotenzianti

trasformandole  in  pensieri più funzionali per noi e per il raggiungimento dei nostri obiettivi  e di conseguenza del nostro benessere .

Sarà colpa delle tre P se troveremo le nostre incapacità: 

Personali:

cioè legate alla nostra identità. 

Come se  avesse a che fare con il nostro bagaglio "genetico"

come se fossimo

"nati cosi"

Permanenti

 proprio perchè abbiamo la sensazione che non sia possibile cambiare in alcun modo questa situazione e dunque pensiamo di non poter migliorare.

Pervasiva

 perchè potrebbe intaccare ogni ambito della nostra vita dandoci la sensazione di non sentirci bravi abbastanza, in generale. 



Ogni volta che abbiamo un pensiero tipo

" questo non saprò mai farlo, non sarò mai capace"

 stiamo diminuendo drasticamente il nostro potere personale ,

convincendoci di avere meno potenzialità di quante ne possediamo realmente . 

Ognuno di noi mette in atto strategie, senza nemmeno rendersene conto, per evitare l'amarezza di un nuovo fallimento nello stesso ambito. 

Ma questo genera dei "blocchi" , sopratutto quando associamo il nostro valore personale alla qualità dei risultati ottenuti.

Ripetere queste frasi nella nostra vita, verbalizzarle, dirle spesso,

mina  la nostra autoefficacia  e , per una coach come me , questo non potrebbe essere che un vero peccato! 

E' un peccato non mettere pienamente a frutto le proprie doti.

Dobbiamo tenere a mente un concetto :

I risultati di una persona sono il frutto delle sue azioni .

Le sue azioni sono naturalmente influenzate dal suo stato emotivo,

dalle emozioni che si innescano nel fare quella certa attività,

direttamente legati, tra l'altro, ai pensieri che quella persona ha di sè, 

 proprio rispetto a ciò che sta facendo. 

In parole più semplici e sintetiche 

Realizzerai proprio ciò che credi essere capace di  FARE.

L'insieme di credenze su ciò di cui una persona si sente capace o meno di fare sono composte di informazioni che provengono dai primissimi anni della nostra vita.

Le nostre "fonti" principali è facile immaginare chi siano:

mamma papà, fratelli sorelle , nonne, autorità come maestre ecc.

Ogni bambino impara come pensare agire e parlare in base a ciò che assorbe dal mondo che vede, che conosce , e questi insegnamenti diventano le sue credenze ,  il suo "schema" .

In questo modo ognuno di noi acquisisce una serie di credenze depotenzianti che si traducono in risposte e comportamenti automatici, che durano tutta la vita se non se ne prende consapevolezza oppure appunto,

se se ne prende atto e si decide di cambiarle, agendo attivamente,

sarà possibile farlo, 

al fine di aumentare le proprie performance ed il proprio benessere . 



Vi ho detto che i nostri pensieri generano diverse emozioni

 e che queste emozioni influenzano in qualche modo le nostre azioni .

Avere pensieri negativi ed emozioni negative rispetto ad una qualsiasi attività genererà  azioni  poco efficaci.

Da dove vengono questi    pensieri? 

Per quale motivo alcune persone attribuiscono ad un evento significati opposti? 

Bhè ...i nostri pensieri hanno origine in primis dalle esperienze,

dalla programmazione e dai condizionamenti che si sono manifestati  nella nostra vita,

specie nell' infanzia.

Per ottenere dei risultati bisogna essere in grado di sostituire questi condizionamenti, queste programmazioni negative , con delle nuove credenze, questa volta potenzianti,

più funzionali alle performance he vogliamo raggiungere.

Il condizionamento sarà avvenuto in 3 modi :

 Tramite una programmazione verbale :

che cosa ti veniva detto su un determinato argomento, quando eri piccolo.

Il genere di giudizio che gli altri avevano su di te e sulle tue capacità.

Per esempio, come veniva commentato il tuo andamento scolastico o le tue performance sportive . 

Tutte le cose che le tue orecchie hanno udito hanno contribuito a creare le tue credenze  sull'argomento .

Tramite l'osservazone di comportamenti :

. Da bambini siamo come delle spugne ed imitiamo ed emuliamo gli adulti che ci stanno intorno. Sarebbe opportuno farti una domanda:

quale era l'atteggiamento dei tuoi genitori o delle persone per te importanti per te rispetto al tuo apprendimento? 

Episodi specifici ,  esperienze precise e dirette. 

Abbiamo tutti degli episodi chiave ed importanti che  consolidano 

e sigillano quelle credenze su noi stessi. 

Una domanda da porsi potrebbe essere

quali  erano i rapporti con gli insegnanti , con i compagni?

che emozioni accompagnano il pensiero di svolgere una certa attività? 

Dal momento che le esperienze forgiano e rendono solide le nostre convinzioni  è importante rintracciare quali sono nel passato gli eventi che stanno condizionando le nostre azioni nel presente,

proprio perchè,

l'unica cosa che conta davvero di un evento è il significato che ognuno di noi può dargli. 

Come cambiare questi pensieri negativi che ci bloccano? 

Possiamo agire per innescare uncambiamento? 

Assolutamente si.

Sarebbero quattro  gli elementi CHIAVE che ci consentono di innescare il cambiamento,

ciascuno dei quali è fondamentale per riprogrammare il modo in cui pensiamo,

quindi come  agiamo, e quindi come impariamo . 

Il primo passo è

DIVENTARE CONSAPEVOLI DELLA CREDENZA DEPOTENZIANTE.

Non si può cambiare qualcosa di cui non si conosce l'esistenza. 

Dobbiamo cercare di mettere a fuoco gli ostacoli , le cose che ci impediscono di agire e raggiungere gli obiettivi, solo  a quel punto saremo in grado di combatterle. 

Il secondo elemento necessario  da cui bisogna passare attraverso per ottenere un cambiamento è la COMPRENSIONE

se si riesce a capire da dove nasce il proprio modo di pensare,

chi sono le persone che da piccoli hanno detto determinate cose e

di cui noi abbiamo solo assorbito, con grande fiducia , il significato assoluto.

Nella comprensione ci si rende conto che queste voci  provengono    dall'esterno.

Cioè non è una caratteristica genetica del nostro dna insita in noi,

ma appunto qualcosa che ci hanno detto e a cui noi abbiamo creduto, inderogabilmente.

Il terzo passo da compiere è la

DISSOCIAZIONE : 

quando si comprende che questo modo di pensare porta nella nostra vita tantissimo dolore, svantaggi,

sensazioni di sentirsi bloccati ed inefficaci ,

la mente percepisce l'esigenza di liberarsi di questi pensieri negativi a patto che dentro si abbia il desiderio di mettere in campo performance migliori. 

Il quarto elemento decisivo è il RICONDIZIONAMENTO .

Questi passaggi vengono svolti all'interno di sessioni coaching ,

con un coach professionista che può accompagnare ,

tramite l'utilizzo    di domande esplorative  ,alla  produzione di    effetti in termini di consapevolezza ,

 cambi di prospettiva all'interno dell'individuo .

Non hai mai provato una sessione di coaching e sei curiosa di capire di cosa si tratta ? 

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